venerdì 28 novembre 2014

Venerdì 28 novembre

Cari colleghi,l'altro giorno,durante la lezione di bioetica,abbiamo affrontato il tema della veridicità dei risultati scientifici, giungendo alla conclusione che molti dei risultati scientifici pubblicati possono essere falsi.A tal proposito ho letto le dichiarazioni di Randy Scheckman, biologo americano che ha vinto l'anno scorso il premio Nobel per la medicina:"La Scienza è a rischio, non è affidabile perché le principali riviste scientifiche internazionali pubblicano in base all'appeal mediatico di uno studio piuttosto che alla sua reale rilevanza scientifica.I ricercatori seguendo logiche commerciali "aggiustano"i risultati per renderli più accattivanti". Alla luce delle nostre riflessioni e delle letture mi chiedo allora:"Esistono ancora quei criteri di onestà morale e intellettuale che dovrebbero guidare ognuno di noi e a maggior ragione un ricercatore i cui risultati relativi alla sua attività di ricerca riguardano il sistema di vita di qualcun altro?" È vero che abbiamo il libero arbitrio delle nostre scelte ma non dimentichiamoci che la scienza è una realtà preziosa che deve essere difesa da qualsiasi strumentalizzazione perché da  essa dipende la vita di ognuno di noi.

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