Slavery footprint
Salve a tutti l’altro giorno a lezione ci siamo imbattuti e abbiamo
discusso tra gli altri argomenti di
quanti bambini-schiavi siano costretti a lavori coatti,con ore di lavoro
disumane che a mio avviso nessuno di noi sarebbe in grado di sostenere e
sopportare tali vessazioni più di un
giorno. Quando a lezione il professore ci ha comunicato, che esistesse un sito
che permettesse di calcolare quanti schiavi lavorassero per il nostro benestare
quotidiano, lì per lì sono rimasto un po’ scettico e incredulo, ma quando mi sono sottoposto a questo test ed ho visto
la precisione e la specificità delle domande a me poste, lì ho capito che mi
sbagliavo. Al termine delle domande dinanzi a me sullo schermo è apparso il
numero di schiavi che ogni giorno lavora per me, e in quell’istante sono
rimasto sgomentato e profondamente dispiaciuto. È inaccettabile che per un
singolo essere umano, debbano essere ridotti a schiavitù tanti altri esseri
umani, che per diversità culturali-sociali siano costretti a questa vita non
vissuta e profondamente sofferta. Un modo per combattere quest’ingiustizia deve
partire da noi, riducendo i nostri consumi (sempre nel limite del possibile),solo cosi potremmo
contribuire a dare una mano a ridurre la schiavitù nel mondo di cui oggi
purtroppo se ne parla veramente poco.
Condivido pienamente le riflessioni del collega scaturite dal sito Slavery footprint che attraverso un semplice test, calcola il numero di persone ridotte in schiavitù, che finiscono negli ingranaggi dei meccanismi di produzione globale per sostenere le nostre abitudini di consumo.Ogni oggetto della nostra vita quotidiana, dal più banale al più sofisticato, viene realizzato sfruttando in maniera disumana ed illegale manodopera a basso costo." Ogni cosa che ci capita tra le mani spesso nasconde un carico di sofferenza e sfruttamento".Bisognerebbe ridurre i consumi, è vero, ma mi chiedo:"Quanto siamo disposti a limitare l'uso di tutti quei dispositivi tecnologici che ci hanno facilitato enormemente la vita?Personalmente mi riesce davvero difficile dal momento che noi stessi siamo diventati schiavi delle nostre dipendenze tecnologiche.E' almeno opportuno, a mio avviso, acquistare una consapevolezza della realtà disumana che si cela dietro i propri stili di vita, e di quante persone inconsciamente sfruttiamo ogni giorno per produrre ciò che mangiamo, indossiamo e usiamo.
RispondiEliminaUn solo numero: 62.
RispondiEliminaDal mio slavery footprint si evince questo.
Una sola riflessione: WE HAVE THE POWER TO CHANGE THIS.
NOI ABBIAMO IL POTERE DI CAMBIARE QUESTA SITUAZIONE.
Un solo numero: 62.
RispondiEliminaDal mio slavery footprint si evince questo.
Una sola riflessione: WE HAVE THE POWER TO CHANGE THIS.
NOI ABBIAMO IL POTERE DI CAMBIARE QUESTA SITUAZIONE.